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Shalom  a Tutti,


La nostra comunità  di studi cabalistici estende a tutti voi gli auguri più caldi e sentiti, per un anno traboccante di vitalità  e di dolcezza, di occasioni per esprimere la propria creatività, un anno di tanta tanta felicità.


Di seguito ci sono alcune riflessioni sul numero del nuovo anno ebraico appena iniziato: 5779.


Non c'è un verso intero di quel valore, in tutto ilTanach, ma 5779 è il valore complessivo di questa stringa di 14 parole (su 16) del verso di Ezra 7, 11:

וְזֶה פַּרְשֶׁגֶן הַנִּשְׁתְּוָן, אֲשֶׁר נָתַן הַמֶּלֶךְ אַרְתַּחְשַׁסְתְּא, לְעֶזְרָא הַכֹּהֵן, הַסֹּפֵר:  סֹפֵר דִּבְרֵי מִצְוֺת-יְהוָה

Tradotto suona così:

"e questa è la copia della lettera che il re Artaserse diede al sacerdote Ezra, il sofer,

che racconta (sofer) le parole dei precetti del Signore"


Se il lettore e lo studente faranno caso, la decima e l'undicesima parola di questo verso contengono un "quasi" raddoppio:


                                                           Hasofer Sofer      הַסֹּפֵר סֹפֵר


La radice raddoppiata è Samekh Pe Resh, quel qualcosa che, secondo il Sefer Yetzirà  è alla base della creazione del mondo (i tre libri, sefer, sofer, sippur). Significa "contare (numeri), libro, raccontare (storie), zaffiro, sefirà". Ezra ha Cohen era la somma autorità in quei tempi, non solo nella Torà rivelata ma anche in quella esoterica, cioè nella Cabalà. Tra le varie innovazioni che portò nella sua comunità , ci fu la rivelazione del "ktav ashurì", quel particolare modo di scrivere le lettere ebraiche sulle quali basiamo le nostre meditazioni e contemplazioni. Il ktav shurì è la grafia esatta delle lettere con le quali

D-o ha portato all'esistenza la creazione. L'espressione "ktav ashurì" non è solo traducibile in "scritto assirico" (cioè una calligrafia copiata dagli assiri), ma significa soprattutto "scritto beatifico" (Osher è beatitudine). Eccolo:



scritto ashuri


Cosa ne traiamo di auspicio? Di porre la nostra attenzione su questo grande saggio di 2450 anni fa. Fu lui che iniziò la catena ininterrotta dei maestri di Torà, fondando la Grande Assemblea, una comunità  di 120 grandi saggi e profeti. L'ebraismo di oggi è direttamente connesso con quegli insegnamenti. L'augurio, invito e benedizione, è di sentirci studenti di questo grande maestro, e di quelli successivi. Ha-sofer sofer, "il conto che conta", "la storia che si racconta" "la sefirà  delle sefirot", "lo zaffiro degli zaffiri". L'augurio è di sentirci più connessi con l'aspetto narrativo, immaginativo, mitico, e in ultimo "mistico", della Parola di D-o.




               Ecco un altro modo di comprendere il 5779. Si tratta di un numero primo, cioè è divisibile solo per uno e per se stesso. Nell'enorme insieme dei numeri interi, i numeri primi simboleggiano le anime di quegli esseri umani che hanno un elevato livello di individualità , maggiore di quello della massima parte della gente. Ciò non significa che si tratta di "individualisti".  Sono piuttosto persone dotate di spiccata creatività nei campi più disparati, con frequenti lampi di genialità. Pur rimanendo così diversi dalla gran parte della comunità, i nostri "numeri primi" mettono queste doti al servizio degli altri. Ecco cosa i numeri primi simboleggiano. 

Ritornando ad un esempio presentato in precedenza, si tratta dei "Kilbitim" (qui e qui). Ogni numero primo corrisponde ad un kilbit nella società. Così il primo augurio è di trovare in noi qualche scintilla di quella individualità  qualificata.


                Non esiste un verso completo nel Tanakh il cui valore totale sia di 5779. Baseremo perciò il nostro studio solo sulla posizione del 5779 lungo la sequenza di tutti i numeri primi. Secondo l'opinione sostenuta da rav Ginzburg, che oltre ad essere un cabalista ha una valente esperienza come matematico, la suddetta sequenza inizia col numero 1. In tal caso 5779 è il 759° numero primo. In altre parole, non avendo sufficienti strumenti per comprendere il numero 5779, l'abbiamo "ridotto" alla sua posizione nella sequenza dei numeri primi.
A parte una certa somiglianza visiva tra questi due numeri, 759 è un bellissimo numero, pieno di benedizioni per ognuno di noi.


759 è la ghematria di "Avraham ve Sarà", la somma dei nomi dei genitori dell'intero popolo ebraico. Ci auguriamo di essere dei buoni amici ed amiche, sposi e spose, padri e madri, figli e figlie, nonni e nonne, zii zie e nipoti.


759 è la ghematria anche di "Urim ve Tummim", il misterioso dispositivo che il Grande Sacerdote di Israele aveva sul pettorale, dal quale traeva chiari e potenti auspici per il futuro. Ci auguriamo di avere più intuizione e anche un po' di chiaroveggenza.


759 è infine la ghematria di "Or shel Dibur", "luce nel parlare". Ci benediciamo tutti vicendevolmente di far si che le onde sonore della nostra voce, e delle parole con le quali comunichiamo con gli altri, diventino anche onde luminose, multicolori, capaci di rallegrare ed illuminare il cuore e l'anima dei nostri interlocutori.

                                               A tutti  un anno dolce come il miele!


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